LAZIO - Grottaferrata (Roma)
SCHEDA : Badia S. Nilo - Museo 2
TITOLO : Bordura con decorazione geometrica.

UBICAZIONE: Grottaferrata (RM), Badia di S. Nilo - Museo della Badia.

PROVENIENZA: Grottaferrata (RM), Badia di S. Nilo Finestra della navata settentrionale (attrib.).

DIMENSIONI: 18 x 45.

CRONOLOGIA: fine XIII – inizi XIV secolo.

AUTORE:

COMMITTENZA: Conti di Segni (attrib.).

SOGGETTO: Fascia con decorazione geometrica a triangoli, rettangoli e rombi.

NOTE CRITICHE: Il brano fa parte, insieme all’antello con Santo con paramenti sacri proveniente dalla bifora della navata settentrionale (vedi), dell’originaria decorazione vetraria della Badia, comprendente anche la chiusura a vetri delle monofore delle navate e del rosone a ruota della facciata.

Tale complesso venne smembrato durante i lavori di ammodernamento dell’edificio effettuati tra il 1754 ed il 1756: di tale vicenda rimane memoria nelle parole del p. Vitale (manoscritto riportato da Zander) che descrisse in data 13/7/1754 la trasformazione del rosone, dal quale venne rimossa la sequenza interna di archetti trilobati con i relativi vetri, e, in data 6/7/1754, l’accecamento delle due bifore gotiche, una delle quali ancora dotata di "…parte del piombo con li grossi vetri di diversi colori…".

Attraverso l’analisi dei dati e delle fonti documentarie, la critica è giunta a datare il complesso attorno al 1300, in concomitanza con una campagna di ammodernamento dell’edificio promossa dai Conti di Segni per il Giubileo, comprendente anche dei brani di arredo interno, oggi testimoniati dai frammenti superstiti di un ambone e di un ciborio di ispirazione cosmatesca che mostrano stringenti analogie con un nucleo di brani comparabili provenienti dalla Basilica Lateranense (Andaloro).

Tale datazione appare confermata anche dal tipo di incorniciature lapidee delle finestre, confrontabili con le analoghe mostre della chiesa romana dell’Aracoeli, e soprattutto dallo stile dell’unico brano figurativo superstite, testimonianza del diffondersi dei modi cavalliniani (Bertelli) e della tipologia iconica con incorniciatura architettonica a baldacchino di origine francese (Del Nunzio): proprio tale elemento dell’impostazione figurativa dell’ opera assume un carattere di rilevante importanza, poiché si pone in una fase cronologica molto precoce –a seguire i primi esempi della Basilica Superiore di Assisi (vetrate del "gruppo francesizzante" e del gruppo del Maestro del S. Francesco del 1270 ca.) ma a precedere il momento della vera e propria diffusione del tipo in ambito italiano verificatasi soltanto a partire dal secondo decennio del ‘300 (vetrate delle Cappella di S. Caterina e di S. Ludovico nella Basilica Inferiore di Assisi (post 1317) e delle Cappelle Bardi e Tosinghi Spinelli in S. Croce a Firenze del1325 ca.).- e apre nuove ipotesi sui contatti allacciati dai Basiliani di Grottaferrata con altri Ordini, in particolare con quello dei Francescani, maggiori fautori dell’impiego della tipologia.

Il frammento geometrico appare coerente con il brano figurativo per qualità del vetro impiegato e per la scelta coloristica, indicando un’appartenenza alla medesima campagna decorativa: tuttavia la diversità nelle dimensioni sembrerebbe escludere la provenienza della fascia dalle bifore del bema, e dunque la sua stretta relazione con il brano figurato, alludendo invece ad una più probabile collocazione nelle monofore delle navate, più verosimilmente di quella settentrionale, poiché le aperture di quella meridionale vennero occluse dall’addossamento al fianco dell’edificio di altri corpi di fabbrica.

STATO DI FATTO: Il frammento ad ornati geometrici e la vetrata figurata (vedi) appaiono coerenti tra loro per qualità del vetro impiegato e scelta cromatica: si tratta di un vetro piuttosto irregolare, largamente incluso da bolle d’aria, dallo spessore variabile tra i 2 e i 4 mm., dalla gamma cromatica giocata prevalentemente sui colori blu, rosso, bianco e giallo.

Probabilmente interessati da un intervento conservativo in tempi moderni, forse in concomitanza con la collocazione nel Museo della Badia, il brano e l’antello figurato sono stati restaurati (marzo-aprile 2000), in occasione dell’esposizione nell’ambito della mostra "Bonifacio VIII e il suo tempo. Anno 1300 il primo giubileo", da G. Funaro e R. Rivelli dello Studio Forme di Roma: si è pertanto provveduto alla pulitura dei vetri e al salvataggio con bonifica dei piombi; tutte le tessere integrate sono state siglate e datate FO AD 2000.

Contrariamente a quanto avvenuto nel pannello figurato, le operazioni di pulizia non hanno evidenziato alcuna traccia di decorazione a grisaille o di "impronte" lasciate dalla caduta totale della grisaille stessa.

BIBLIOGRAFIA: vedi Bibl. GROTTAFERRATA.

REF. FOTOGRAFICHE: Archivio CVMA Italia (foto dell’Autrice).

ESTENSORE: Marina Del Nunzio (maggio 2000).