| EMILIA ROMAGNA - Bologna |
| SCHEDA : Bologna Basilica di S. Petronio 2 |
| TITOLO : Santi |
UBICAZIONE: Bologna basilica di S. Petronio, Cappella dei Notari, [Cappella della SantaCroce], fin. oVIII [l’asse nord/sud della chiesa impone per le vetrate delle navate la numerazione est/ovest]
DIMENSIONI: Quadrifora composta da pannelli rettangolari (altezza variabile da cm. 60 a cm. 135, larghezza cm. 88) sormontati da pannelli lobati (cm. 90 x 88), e conclusi da due rose polilobate ( diam. cm.90) e da un rosone (diam. cm. 210)
PROVENIENZA: Collocazione originaria
CRONOLOGIA: 1464-66 ( documentata)
AUTORE: Michele di Matteo (ideazione , documentata) ; Jacob Griesinger da Ulm [Beato Giacomo da Ulma] (esecuzione, documentata)
COMMITTENZA: Corporazione dei Notari
SOGGETTO/I: 1a,1d plinto con angioletti reggenti lo stemma dei Notari; 1b plinto con angioletti reggenti un medaglione con la Croce cui la cappella è intitolata;1c plinto con angioletti reggenti un medaglione con santo in preghiera; 2a-3a S. Bonaventura; 2b-3b S. Gregorio Magno; 2c- 3c S. Agostino; 2d – 3d S. Tommaso; 4a, 4b. 4c, 4d baldacchini ; 5a-6a S. Giovanni Evangelista; 5b-6b S. Pietro; 5c-6c S. Paolo; 5d-6d S. Giacomo minore (?); 7a,7b,7c, 7d cuspidi; 8ab Angelo annunziante (rosa polilobata); 8cd Vergine Annunziata (rosa polilobata); 9bc Cristo risorto (rosone)
NOTE CRITICHE: Particolarmente precisi sono gli elementi documentari che attestano come Fra’ Giacomo da Ulma impegnato ad eseguire la vetrata su disegni di Michele di Matteo dal 1464 avesse acquistato materiale cartaceo, ed avesse fatto venire da Venezia il vetro ed il piombo necessari nonché stagno e rame. La partecipazione del pittore Michele di Matteo non è stata limitata all’esecuzione dei bozzetti , come risulta in sede documentaria avendo egli presentato un bozzetto; poiché il 16 maggio 1464 risulta pagato anche per aver dipinto "in oculo vitreo" la Resurrezione e la Annunciazione ; annotando disomogeneità stilistiche, il Marchini attribuisce al pittore gli episodi in cui si avverte "lo spirito di Michele di Matteo aggiornato in senso umanistico " quali le mensole dal robusto scorcio.
La del Nunzio focalizzando la sua ricerca sulla vetrata a baldacchino, ha posto in evidenza la stretta connessione tra lo schema compositivo delle ancone lignee o marmoree a tabernacoli e questa tipologia di vetrata; tipologia nata in un primo tempo negli ambienti francescani ed estesasi poi ad altri ordini e ad altre committenze. La elaborazione della vetrata a baldacchini maturata in Italia verso la fine del ‘300 inizi del ‘400, si è sviluppata con un certo ritardo nazionale rispetto agli esiti europei già maturati verso l’ultimo trentennio del ‘300.La studiosa evidenzia che la vetrata dei Notari appartiene ad un fase matura di questo genere di vetrata. La tipologia ormai consolidata della vetrata a baldacchini il cui lessico è costituito da colonne tortili laterali ed archetti pensili frontali, si arricchisce di elementi del repertorio tardogotico quali gattoni, pinnacoli, fastigi mistilinei combinati con uno zoccolo a mensoloni in iscorcio; e tuttavia l’intenzione prospettica è vanificata dall’incoerente connubio tra l’impostazione scorciata della cornice e l’assetto frontale dei tabernacoli.
STATO DI FATTO: Ad una lettura non ravvicinata la vetrata appare non aver subito interventi ottocenteschi troppo invasivi, anche se l’eccessivo uso di piombi di sutura ha danneggiato la lettura dei tratti disegnativi, specie nei volti di alcuni santi. La spessa patina di sudiciume rende difficoltosa la lettura Non si notano evidenti cadute di grisaille che sembra solo assottigliata. Mentre all’esterno sono ben visibili i depositi di singenite dovuti all’alterazione del supporto vitreo. Particolarmente corrosi i vetri bianchi e quelli rosei impiegati per gli incarnati delle figure.
BIBLIOGRAFIA:
REF. FOTOGRAFICHE: Archivio Studio Fenice di Bologna
ESTENSORE: Caterina Pirina gennaio 2002