EMILIA ROMAGNA - Bologna
SCHEDA : Chiesa di S. Giovanni in Monte

Secondo la tradizione nel 432 S. Petronio, vescovo della città, fece edificare un sacello circolare, uno simbolico raffigurante il luogo gerosolimitano del Monte Oliveto . Nel sec. XIII i Canonici Regolari di Monte Oliveto vi edificarono una chiesa a pianta cruciforme conclusa da un’abside quadrata. Nel decennio 1440- 50 venne eseguita un’imponente ristrutturazione con l’innesto, sull’antico edificio, di tre grandiose campate, affiancate ciascuna da due cappelle; la chiesa primitiva venne a costituire la parte absidale del nuovo grandioso edificio, la cui tipologia basilicale è riconducibile a quella di S. Petronio. Negli anni 1475-80 venne realizzata, su disegno di Domenico Berardi, una facciata prossima ai modi rinascimentali veneziani in cui sono articolate tre grandi finestre: due monofore a sesto acuto ed il grandioso occhio sede del rosone predisposto dal lascito di Gabione Gozzadini ed opera di Francesco del Cossa. Nella lunetta del pronao domina la imponente aquila in terracotta modellata negli anni 1481-2 da Niccolò dell’Arca. Successivamente vennero create, a fianco del presbiterio, le cappelle di S. Michele Arcangelo e di S. Agostino; e agli inizi del sec. XVI la beata Elena Duglioli fece erigere la cappella di S. Cecilia per la quale Raffaello eseguì la celeberrima pala di S. Cecilia.

Come per molti complessi chiesastici anche per questo, la soppressione degli enti religiosi ed il conseguente loro esproprio diede l’avvio ad una fase di abbandono: il monastero venne adibito a carcere, mentre le molte pregevoli opere vennero disperse. La chiesa venne risparmiata per la sua funzione di parrocchia, e tuttora conserva il suo assetto. Solo una piccola parte della ricca collezione di opere d’arte è oggi conservata nel piccolo Museo parrocchiale.

 

PIANTA DI S. GIOVANNI IN MONTE

L’orientamento dell’edificio è sfalsato rispetto a quello tradizionale, con l’abside a est, cui fa riferimento il C.V.M.A. per la sua numerazione