| SCHEDA : USA, Washington National Gallery of Art 1 |
| TITOLO : Annunciazione |
UBICAZIONE: Washington Gallery of Art Widener Collection
DIMENSIONI: dittico composto da due pannelli arcuati; ogni pannello misura cm. 199 x 78,5
PROVENIENZA: Dalla distrutta cappella nel coro della chiesa della SS. Annunziata in Firenze, originariamente dedicata dai cistercensi a S. Maria Maddalena e denominata S. Maria Maddalena del Cestello . I due pannelli nel 1628 vennero tolti in occasione della ristrutturazione barocca del coro e trasferiti nella casa madre delle carmelitane. Con ogni probabilità furono asportati dalle armate napoleoniche assieme ad altri dipinti del convento di cui tre si trovano oggi al Louvre. Nel 1907 comparvero a Parigi nella collezione di Rodolf Kann; passarono poi a Joseph Duveen, e a P.A.B. Widener
CRONOLOGIA: 1500 –1503 (documentata)
AUTORE: Giovanni di Domenico "de vetri prete" (documentato)
COMMITTENZA:
SOGGETTO/I : Angelo Annunziante (pannello sinistro); Vergine Annunciata (pannello destro). L’Annunciazione ha costituito un tema caro a S. Bernardo di Clairvaux e ripetuto nelle sue prediche; pertanto tale immagine risulta appropriata al coro di una chiesa cistercense e la sua collocazione nel punto focale dell’edificio chiesastico.
NOTE CRITICHE: L’opera, elencata nei cataloghi di vendita delle collezioni Kann e Widener, è stata nel 1965 segnalata dal Marchini fra le vetrate italiane confluite nelle collezioni statunitensi.
Attribuzione e collocazione sono state dalla Luchs (1975) individuate sulla scorta di un pagamento a favore di Giovanni de vreti: " per 2 finestre fatte in choro a figure" (febbraio 1503), l’altro per la cappella Riccialbani nella stessa chiesa. L’attuale coro è un rifacimento barocco realizzato quando l’edificio passò dall’ordine cistercense alle monache carmelitane; quello precedente, di forma rettangolare, apparteneva ai lavori di ristrutturazione dell’antica fabbrica cistercense condotti negli anni 1480-1530 sotto la direzione di Giuliano da Sangallo. La Luchs ne individua la tipologia nel piccolo dipinto Sei santi attribuito a Ridolfo del Ghirlandaio, ove lo squadro architettonico che accoglie il gruppo dei santi richiama inequivocabilmente la zona presbiteriale di S. Lorenzo; nella parete del coro sono dipinte per l’appunto due vetrate arcuate raffiguranti l’angelo annunziante e l’annunziata che richiamano inequivocabilmente i due pannelli di Washington. Se l’autore della tavola è Ridolfo del Ghirlandaio, che dipinse nel 1511 la pala d’altare della chiesa del Cestello (ora all’Ermitage), è plausibile supporre che abbia raffigurato nel dipinto vetrate realmente eseguite verso il 1447 nella chiesa di S. Lorenzo; che costituirono un prototipo per quelle del Cestello.
Una implicita conferma al riconoscimento delle due vetrate eseguite da Giovanni de’ Vreti in quelle ora a Washington è rintracciabile nel fatto che l’artista è pagato anche per una vetrata eseguita per la cappella Riccialbani; vetrata, tuttora esistente, che presenta una bordura identica a quella del dittico dell’Annunciazione.
La Luchs (1988),riprendendo una tematica già espressa precedentemente , sottolinea come l’impostazione delle due monumentali figure è da correlarsi con la tipologia delle finestre rinascimentali: finestre a centina, di modeste proporzioni, nettamente stagliate sul nitore delle pareti; tipologia avviata nella sacrestia vecchia di S. Spirito e nella cappella Pazzi, e diffusa nelle cappelle laterali delle chiese fiorentine. Partendo dai prototipi brunelleschiani le vetrate di tali finestre sono per lo più chiuse da tondelli incolori con al centro lo stemma della famiglia. Nelle vetrate figurate, come il dittico di Cestello, la modestia e la semplicità della monofora evidenzia l’impianto prospettico delle figure e la loro pienezza formale emergente dalla ricca bordura di fiori e frutti che richiama le cornici dei Della Robbia.
Un parallelo più diretto è rintracciabile nelle bordure del Ghirlandaio per le vetrate absidali di S. Maria Novella. La Burnam nel suo volume sulle vetrate di Pisa in corso di pubblicazione dedica un capitolo alle bordure quattrocentesche; capitolo illuminante sulla diffusione di tale repertorio nelle bordure fiorentine.
STATO DI FATTO: In buone condizioni, presenta numerosi piombi di sutura ed alcune lievi ridipinture
BIBLIOGRAFIA:
ESTENSORE: Caterina Pirina, gennaio 2001