PROVENIENZA: Dalla vetrata di S. Eligio tuttora in situ nel Duomo di
Milano. Come tutte le vetrate della cattedrale milanese, anche codesta, a
seguito dello smontaggio ad opera di Pompeo Bertini (1886-87), ha subito la
dispersione di vari pannelli ora conservati in musei e collezioni straniere. (v
Caen Chapelle du Petit Séminaire 1 e M.I.T Rotch Library
1, 2 )
NOTE CRITICHE: Nonostante l’inserto di tessere vitree estranee, soggetto
e stile della parte preminente del pannello sono riconducibili al linguaggio
pianamente narrativo e al “tono domestico” di Niccolò da Varallo autore della
vetrata di S. Eligio nella cattedrale milanese, (v. Milano Duomo 6). Le teste
dei poveri - frammenti cinquecenteschi ascrivibili alla bottega di Currado
Mochis da Colonia - costituiscono un inserto di completamento probabilmente
eseguito in occasione dell’immissione sul mercato del pannello.
STATO DI FATTO: Il pannello è un centone di frammenti disparati
ricomposti a formare un intero pannello. Il colore ocraceo di un’estesa
ridipintura –maschera cadute di grisaille ed ineguaglianze stilistiche. Numerose
le fratture rinsaldate da pesanti piombi di sutura
BIBLIOGRAFIA: Bibl. Milano Duomo n. 6; C. PIRINA Antonio da Pandino
“Magister vitriatarum” in “Arte Lombarda” 132, 2001-2002, pp. 31 - 41
REF. FOTOGRAFICHE: Archivio Atelier Marie Foucault