DANNI SISMICI A VETRATE


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ASSISI

Terremoto del 1349 01 22, intensità locale VII MCS
Menzione generica di danni in una cronaca coeva.

Terremoto del 1695 06 11, intensità locale VI MCS
Il terremoto causò danni leggeri.

Terremoto del 1747 04 17, intensità locale VI-VII MCS
La scossa del 17 aprile danneggiò il palazzo priorale: i costi delle riparazioni alle fondamenta e ai muri di due stanze furono stimati pari a 383,50 scudi. La strada consolare fu danneggiata.

Terremoto del 1751 07 27, intensità locale VII MCS
Il terremoto del 27 luglio 1751 causò gravi danni agli edifici pubblici e privati, che furono valutati circa 5.000 scudi; da questa stima erano esclusi i gravi danni subiti dal palazzo apostolico, che divenne inabitabile, e da quello vescovile. Nel palazzo priorale alcune stanze divennero inabitabili e i danni furono stimati circa 375 scudi. Furono gravemente danneggiati 3 monasteri, di cui le fonti non riportano il nome: nel primo il dormitorio divenne pericolante e furono stimati danni per 500 scudi; nel secondo fu necessario rinforzare le murature esterne con la costruzione di 3 speroni, per cui fu stimata una spesa di più di 300 scudi; il terzo subì danni alle officine valutati 600 scudi. Tra gli edifici privati è ricordato il palazzo Vallemani, che subì gravi danni.

Terremoto del 1831 10 27, intensità locale VIII MCS  
Il terremoto danneggiò più o meno gravemente quasi tutti gli edifici della città. Dopo la scossa del 13 gennaio furono condotte accurate perizie per il rilievo dei danni; le case danneggiate furono classificate sulla base della sicurezza abitativa nelle seguenti categorie: distrutta, inabitabile, abitabile in parte, "in stato mediocre" o "in stato sufficiente". Complessivamente i periti riscontrarono 401 abitazioni danneggiate, di cui: 4 crollate, 41 inabitabili, 132 abitabili in parte, 143 in condizioni "mediocri", 81 in condizioni "sufficienti". Sono ricordati inoltre gravi danni non specificati ai seguenti edifici: la chiesa e il monastero di S.Chiara, la chiesa e il monastero di S.Pietro, il chiostro e la chiesa di S.Antonio, la chiesa di S.Damiano, la chiesa Nuova, il vescovado con la chiesa annessa, il palazzo del governatore, il palazzo comunale, la caserma. Nel Convento di S. Francesco , secondo la relazione redatta dal perito Mollari il 9 febbraio, vi furono danni non gravi nei tetti, nelle volte e nel campanile; nella basilica è stata rilevata "in situ" una chiave, circa nella seconda metà della navata centrale, che cuce una profonda fessura nel dorso di una volta, che potrebbe essere stata causata da questo terremoto.
Nel territorio circostante la città i danni alle abitazioni furono più gravi: in località San Pietro Monte, su un totale di 101 case, 2 furono giudicate inabitabili, 5 abitabili in parte, 22 "in stato mediocre", 46 "in stato sufficiente", 26 rimasero illese; in località San Pietro Piano, tutte le 157 case furono gravemente danneggiate: 13 crollarono completamente, 62 divennero inabitabili, 35 rimasero abitabili solo in parte, 47 "in stato mediocre"; in località San Rufino, su 156 case totali, 1 crollò, 14 divennero inabitabili, 11 abitabili solo in parte, 88 furono giudicate "in stato mediocre", 28 "in stato sufficiente", 14 rimasero quasi illese; in località Santa Margherita Monte, su un totale di 14 case risultarono: 3 case inabitabili, 2 abitabili in parte, 2 "in stato mediocre", 7 "in stato sufficiente"; in località Vescovato tutte le 58 case subirono danni, 9 crollarono, 15 divennero inabitabili, 13 abitabili solo in parte, 9 furono giudicate "in stato mediocre" e 12 "in stato sufficiente".
In città non vi furono vittime; alcune persone morirono invece nella campagna vicina. Secondo una lettera del governatore di Assisi al delegato apostolico di Perugia, datata 17 aprile, i danni ammontavano a 40.000 scudi in città e a 60.000 scudi in campagna.

Terremoto del 1854 02 12, intensità locale VII MCS
La scossa causò lesioni a quasi tutte le costruzioni, soprattutto a quelle di campagna. Il Convento di S.Francesco riportò molte lesioni nella parte superiore; le fonti consultate concordano nel riportare che la basilica non subì alcun danno.

Terremoto del 1915 01 13, intensità locale VI MCS
La scossa, della durata di 30 secondi, venne avvertita da tutti nelle case e da alcuni in strada; causò scricchiolio di travi, suono di campanelli, ampie oscillazioni di oggetti sospesi, lievi fenditure in diversi edifici e danni gravi solo in una casa.

Terremoto del 1984 04 29, intensità locale VII MCS
Il terremoto rese inabitabili oltre 100 case e, al 2 maggio, 120 persone avevano dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Furono riscontrate gravi lesioni nella chiesa di Santa Maria Maggiore, compresi alcuni resti di epoca romana situati sotto la chiesa, che fu chiusa al culto per precauzione. Anche il palazzo vescovile fu danneggiato. Fu ordinata la chiusura precauzionale delle scuole.
Nella Basilica superiore di S.Francesco caddero frammenti dall’affresco di Cimabue (situato nel transetto); gli affreschi di Giotto non furono danneggiati; tuttavia, furono notate lesioni alle strutture e caduta di stucchi restaurati dopo il 1982. Comunque, alcuni giorni dopo la scossa, le mura della basilica furono puntellate e la chiesa venne chiusa. Furono riscontrate lesioni agli stucchi del refettorio e nelle pareti della sala papale e del museo presso il Sacro Convento.
Nella facciata del Duomo di S.Rufino furono riscontrate lesioni verticali: in particolare, si aprì una vistosa fessura parallela a un’altra verificatasi in passato. I capitelli del tempio di Minerva furono lesionati.

Terremoto del 1997 09 26, intensità locale VI-VII MCS
Non sono ancora disponibili descrizioni dettagliate degli effetti. La valutazione di intensità VI-VII MCS per la scossa del 26 settembre (ore 9:40 GMT) è fornita in via preliminare sulla base degli elaborati dei gruppi di lavoro che hanno compilato le schede di rilevazione dei danni (si veda la voce "State of earthquake review"). Gli stessi elaborati forniscono una valutazione di intensità VI-VII MCS relativa agli effetti cumulativi di danno per le scosse di tutta la sequenza sismica del 1997-1998. Per le vetrate della Basilica Superiore è stata condotta dal CVMA Italia un’ispezione di cui si dà il resoconto

PERUGIA Terremoto del 1349 01 22, intensità locale VIII MCS
Indicazione generica di crolli di torri e di case nelle cronache coeve.
Terremoto del 1695 06 11, intensità locale VI MCS
Non sono note descrizioni degli effetti. Margottini et al. (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VI grado MCS.

Terremoto del 1751 07 27, intensità locale VII MCS
Il terremoto causò danni notevoli; in particolare è attestato che il monastero di S.Pietro, che fu gravemente danneggiato, godette di sgravi fiscali, accordatigli dalla procura generale dell’ordine benedettino, pari a 500 scudi, da utilizzarsi per gli interventi di ripristino.

Terremoto del 1791 10 11, intensità locale VI MCS
Il terremoto causò leggere fenditure nella volta della sacrestia della chiesa di S.Costanzo.

Terremoto del 1831 10 27, intensità locale VII MCS
Il terremoto del 13 gennaio causò la caduta di camini e danni a edifici privati e pubblici. Il Palazzo Apostolico riportò fenditure e lesioni. Si distaccarono le facciate delle carceri cittadine verso il vicolo della Sabbia e San Lorenzo e si aprirono crepe profonde nei muri e volte di alcune parti dell’edificio (scala a chiocciola, segreta della Torretta, scala d’ingresso, camera da letto del custode). Nella chiesa del monastero di San Pietro si staccarono alcuni grossi pezzi di intonaco dalla volta del coro; cadde un angelo a gettante che ornava la tribuna e che era già male assicurato e un camino nella cucina del monastero. Molti muri del monastero, specialmente quelli della foresteria e il dormitorio più grande verso sud, furono lesionati. Vi furono alcuni feriti.
Terremoto del 1854 02 12, intensità locale VII MCS
Il 29 dicembre 1853 alle ore 23:00 GMT ca. una forte scossa causò qualche danno.
Il 4 febbraio 1854 un’altra forte scossa causò danni in vari punti del convento di San Pietro.
La scossa del 12 febbraio 1854 delle ore 5:00 GMT causò danni a molte case, quasi tutte riportarono qualche lesione. Rimasero lesionati il convento benedettino di San Pietro, i cui danni furono valutati intorno a 1000 scudi e il monastero francescano di San Girolamo dei Minori; nella Chiesa di S. Domenico cadde un pezzo di cornicione; il convento di San Domenico subì molte avarie e nell’unita caserma la caduta della volta causò il ferimento di 3 soldati. Nel Palazzo Apostolico nella parte adibita a residenza delegatizia si aprirono notevoli screpolature nei muri della camera da letto e della sala aderente alla loggia; diverse sconnessioni si osservarono nella volta della prima galleria; notevole danno riportò la volta della stanza dei ricevimenti; il muro esterno del palazzo nell’angolo nord-est rimase scollegato. La popolazione abbandonò, in preda al panico, le proprie case.
Terremoto del 1865 09 21, intensità locale VII MCS
La scossa fu fortissima e durò 8 secondi. Nella parte alta della città causò la caduta di numerosi tetti e comignoli. Furono avvertite 4-5 repliche ravvicinate di moderata intensità. Gran parte della popolazione trascorse la notte all’aperto. Altre scosse leggere furono avvertite fra il giorno 1 e il 16 ottobre.
Terremoto del 1873 03 12, intensità locale VI MCS
La scossa avvertita, accompagnata da rombo, fu fortissima. Causò molte fenditure nei muri. Tre comignoli crollarono, caddero alcuni calcinacci e qualche oggetto. Alcuni orologi si fermarono. Nelle botti il vino si intorbidò.

Terremoto del 1984 04 29, intensità locale VII MCS
In seguito al terremoto 1.300 persone dovettero lasciare le abitazioni, divenute inagibili.
Furono riscontrati danni al palazzo dei Priori, consistenti in fessure sulle pareti, lesioni nelle sale della Leva, dei Notari, della Vaccara, del Consiglio, all’affresco del Pinturicchio e nelle sale dei piani superiori: furono riscontrate caduta di intonaci e lesioni profonde con allargamento di vecchie fenditure nella Galleria Nazionale dell’Umbria (situata al terzo piano del palazzo). Generalmente, furono riscontrati danni nei punti di congiunzione fra la struttura duecentesca e quella del secolo successivo. Lesioni anche al Museo Archeologico e alla Villa del Boccaglione.
Il campanile della chiesa di S.Costanzo fu giudicato pericolante. Furono lesionate la chiesa di S.Pietro e l’oratorio di S.Agostino (specialmente il soffitto); nella Chiesa di S. Domenico crollarono una trave e altri punti della copertura che risultavano deboli da tempo.
Nel duomo, che al momento della scossa era sottoposto a restauri nelle navate laterali, crollarono pezzi di intonaco dalla volta del transetto, fu danneggiato un arco e furono riscontrate gravi lesioni nella sagrestia più piccola, crepe nel transetto, nell’abside e nelle mura del chiostro.

SPELLO

Terremoto del 1279 04 30, intensità locale VII-VIII MCS
È inclusa tra le località ("castra") che secondo Salimbene de Adam, Alberto Milioli e il "Memoriale potestatum Regensium", subirono gravi distruzioni ("dirupta").

Terremoto del 1349 01 22, intensità locale VII MCS
Notizia generica di danni in un cronista coevo.

Terremoto del 1703 01 14, intensità locale VII MCS
Vista l’ubicazione del centro abitato a nord di Foligno, si può ragionevolmente ritenere che i danni principali furono causati dalle scosse del 14 e 16 gennaio. A causa del terremoto subirono danni il Castellaccio nel quale cadde la copertura di due torrioni, uno dei quali divenne pericolante in seguito a una grande lesione; il casale detto la Casa Granda; il casale detto la Casella; il casale detto la Casa di Mezzo che presentò un muro pericolante; il casale detto il Forno; il "secondo casale" mezza facciata della casa del quale in parte cadde ed in parte divenne pericolante; la chiesa della Madonna del Mausoleo che presentò lesioni nella volta e in due delle facciate; il palazzo priorale che presentò lesioni nei muri e nella volta della sala del consiglio e della camera a volta contigua alla libreria ed una lesione ad un arco posto sotto il campanile e sopra la fontana, rivolto verso la strada; la chiesa di S.Caterina; la scuola pubblica e altri edifici della comunità. La perizia ufficiale stimava il dann o in 257 scudi e 30 baiocchi.

Terremoto del 1751 07 27, intensità locale VII MCS
Il terremoto causò danni non meglio precisati agli edifici, sia ecclesiastici sia privati.

Terremoto del 1831 10 27, intensità locale VIII-IX MCS
In occasione delle scosse del 13 gennaio, si verificarono crolli estesi e danni diffusi nella maggior parte degli edifici. Il collegio Felice, le chiese e il teatro risultarono inagibili. Le volte del palazzo del Governo (l’antica Rocca dei Baglioni) furono lesionate, la scala minacciava il crollo, molti architravi erano crollati. Uno di questi cadendo provocò la morte di una figlia del governatore. Le uniche stanze a essere state risparmiate furono le carceri sottostanti. Sono ricordati quattro morti e vari feriti; venti vittime furono contate nell’intero territorio dipendente dal comando di polizia di Spello. Secondo la perizia del 23 aprile 1832 i danni ammontavano a Spello e nel suo territorio a 123.992 scudi e 54 baiocchi, di cui 70.312 scudi e 47 baiocchi si riferivano ai danni riportati in città.
Terremoto del 1854 02 12, intensità locale VI MCS
La scossa causò caduta di fumaioli e l’apertura di fessure nei muri.

Terremoto del 1979 09 19, intensità locale VI-VII MCS
Non sono note descrizioni degli effetti. Favali et al. (1980) hanno valutato l’intensità della scossa di VI-VII grado MCS.

Terremoto del 1984 04 29, intensità locale VI MCS
Non sono note descrizioni degli effetti. Spadea e Vecchi (1985) hanno valutato l’intensità della scossa di VI grado MCS.

Terremoto del 1997 09 26, intensità locale VI-VII MCS
Non sono ancora disponibili descrizioni dettagliate degli effetti. Le valutazioni di intensità per le scosse del 3 settembre (ore 22:07 GMT) e 26 settembre (ore 9:40 GMT) rispettivamente di IV e VI-VII MCS sono fornite in via preliminare sulla base degli elaborati dei gruppi di lavoro che hanno compilato le schede di rilevazione dei danni (si veda la voce "State of earthquake review"). Gli stessi elaborati forniscono una valutazione di intensità VI-VII MCS relativa agli effetti cumulativi di danno per le scosse di tutta la sequenza sismica del 1997-1998.
ORVIETO Terremoto del 1349 01 22, intensità locale VII-VIII MCS
Danni al tetto e alle carceri del palazzo comunale. Il podestà e la sua curia dovettero abbandonare il palazzo e dimorare in una casa vicina; l’attività giurisdizionale, principale compito del magistrato forestiero, fu assicurata con un provvedimento del consiglio che autorizzò il podestà a continuare i processi fuori del palazzo pubblico. Il 3 novembre il consiglio comunale stanziò 200 lire per le riparazioni. Un’altra riformanza del 23 novembre consentiva l’abbattimento delle case rovinate dal terremoto. Il 5 settembre 1350 il consiglio stanziò 15 fiorini per la riparazione della colonna e dei muri della chiesa di S.Andrea posta sotto il palazzo comunale.
Terremoto del 1695 06 11, intensità locale VII-VIII MCS
Il 7 giugno alle ore 11 "italiane" una forte scossa fece cadere parte di un muro del convento dei Francescani, già in cattivo stato e pericolante prima del terremoto.
La scossa principale, avvenuta l’11 giugno alle ore 2:20 GMT circa (ore 7 "italiane"), danneggiò la maggior parte delle case. Il celebre Duomo subì vari danni: una statua cadde verso sud, sfondando il tetto, che precipitò sulla volta soprastante l’organo grande; varie voltine della facciata risultarono inoltre lesionate. Nella chiesa dei Gesuiti cadde un grosso trave sopra l’altare maggiore e la navata divenne pericolante a causa dell’apertura di una profonda lesione larga 5-6 cm ("oltre due dita"); fu danneggiato anche il convento dei Gesuiti. La chiesa conventuale dei Carmelitani fu lesionata in più parti e divenne pericolante; la chiesa dei Rocchettini intitolata a S.Giovanni subì danni molto gravi e fu ritenuta in pericolo di crollo imminente; fuori le mura cittadine, la chiesa di S.Lorenzo subì estese lesioni alla cupola e danni al tetto; fu danneggiato il tetto del convento dei Francescani. Il papa Innocenzo XII concesse alla città sgravi fiscali per 6490 scudi da destinare alle ricostruzioni.

Terremoto del 1703 01 14, intensità locale VI-VII MCS
La scossa del 14 gennaio causò danni non precisati.

Terremoto del 1873 03 12, intensità locale VI-VII MCS
La scossa fu fortissima. Causò il crollo di alcuni comignoli, due soffitte sprofondarono e tutti gli edifici ne risentirono.

Terremoto del 1915 01 13, intensità locale VII MCS
La scossa, in due riprese della durata complessiva di 15-20 secondi, causò panico generale nella popolazione, fuga dalle abitazioni, numerose lesioni nelle case e in alcuni edifici pubblici tra i quali: il Duomo, il Palazzo Soliano e le chiese di S.Giovenale, S.Chiara e dell’Annunziata.