DANNI SISMICI A VETRATE


INTRODUZIONE

La vetrata istoriata, pur essendo un’opera squisitamente pittorica, come diaframma luminoso ancorato alle strutture murarie dell’edificio, è da ritenersi parte integrante dell’architettura della quale condivide le vicende: dissesti, ristrutturazioni, restauri coinvolgono i pannelli vitrei sino a determinarne la perdita, perché o troppo deteriorati oppure, nel caso di rifacimenti strutturali o cambiamenti d’uso, perché non più consoni alla nuova configurazione dell’edificio.

Ma, quasi sempre, uno iato separa e distingue l’interesse scientifico per le ricerche sull’anamnesi storica dei monumenti da quello delle vetrate, a meno che queste non si manifestino opere di famosi artisti; si citano, ad esempio, i pannelli recentemente assegnati a Giotto o la "duccesca" rosa del duomo di Siena. Questo disinteresse rende arduo rintracciare i nessi storici tra le vicende dei monumenti e quelle delle vetrate in essi contesti.

In questi ultimi decenni, la ricerca sul degrado delle vetrate è stata focalizzata sulla considerevole accelerazione dei processi di corrosione del supporto vitreo e del distacco della grisaglia. Un fenomeno aggravato dal progressivo aumento degli agenti inquinanti che ha interessato gran parte delle vetrate europee.

Ma vi è un altro grave pericolo. Oggi, per le vetrate italiane si sta verificando un’accelerazione dei danni provocati da scosse sismiche; un danno non ignoto, ma che la maggior frequenza del fenomeno registrata nel secolo scorso ha fortemente sottolineato la vulnerabilità sismica degli antichi edifici. Di qui, la necessità di redigere nuove normative e di progettare innovative tipologie di conservazione e di restauro. E’ quanto è emerso dalle giornate di studio promosse dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e dedicato a Il patrimonio artistico e l’emergenza sismica – Proposte conoscitive per il presente e per il futuro, Cortona Palazzone, 13-14 dicembre 1997, e nel successivo convegno indetto dalla A.N.I.A.SPER., Nuove normative, progetti e restauri in zone sismiche, Genova, Fiera di Genova, 23 maggio 1998.

Come i monumenti, il patrimonio vetrario italiano è dunque a forte rischio sismico. Si rende necessario procedere nella ricerca sistematica e interdisciplinare di nuove soluzioni per l’ancoraggio dei pannelli vitrei ai telai e dell’intera vetrata al manufatto architettonico che la contiene (nuovi tipi di leghe e di profili di piombo, più idonea composizione di "impastatura", nuove tipologie di intelaiature, sistemi di ancoraggio adatti ad assorbire e a diminuire sensibilmente le vibrazioni sismiche, ...). Si tratta di ricercare materiali e tecnologie che, pur garantendo la massima tenuta statica delle vetrate, abbiano ad acconsentire un alloggiamento "morbido" dei singoli pannelli di vetro nei relativi telai e di questi nel vano delle finestre: una sorta di "elastica indipendenza" delle vetrate dall’edificio.

Questa ricerca necessita di sperimentazioni su modelli fisici sottoposti a regime sismico e dell’elaborazione, con i dati ottenuti, di modelli matematici, con i quali poter ipotizzare reazioni e risultati inserendo le variabili che riflettano le singole situazioni (geofisiche, strutturali, murarie,…) prese in esame. In tal senso, risulta fondamentale il supporto collaborativo dell’Istituto SGA: l’indagine storica, dallo stesso condotta, sui danni sismici avvenuti nel territorio italiano permette una visione globale del fenomeno riconducibile anche alle vetrate. Non solo: l’analisi di quanto è già avvenuto è sicuro incentivo per un "foro previsionale", strumento indispensabile per una mirata prevenzione e una più affidabile conservazione del patrimonio vetrario italiano.

E. Brivio aprile 2002