Il Circo e la torre quadrata

1_2_1La torre quadrata pertinente ai Carceres del Circo fu trasformata nell’VIII secolo in campanile della chiesa di S. Maurizio.
E’ composta da una regolare muratura in laterizio e dotata di una loggia con colonne, poi parzialmente nascoste dall’innalzamento della cortina muraria. Le colonne sono di materiali diversi, ma è difficile distinguere quali siano originali, quali di riuso, quali di restauro. Il materiale più diffuso per le basi ed i fusti è la pietra di Angera, ma sono presenti anche la pietra di Saltrio (basi e fusti), la pietra di Aurisina (fusti), il marmo apuano (pulvini). I grandi elementi prismatici in pietra che compaiono nella muratura sotto il loggiato, altro non sono che i plinti su cui poggiano le colonne: in questo caso è probabile l’impiego di materiali riuso, come la Trachite dei Colli Euganei ed il Rosso ammonitico veronese, identificati sul lato Nord della torre. L’arco che si apre nel lato orientale (prospiciente via Luini) è affiancato da due grandi colonne con fusti di Cipollino, basi di marmo bianco e capitelli mancanti. La cerchiatura dei fusti si rese necessaria per il degrado del Cipollino dell’Eubea (Grecia), un marmo molto diffuso nell’architettura romana, che spesso presenta fenomeni di fessurazione in corrispondenza delle serpeggianti venature cloritiche di colore verde.

1_2_2Esisteva anche un collegamento tra la Torre poligonale e la Torre quadrata di cui rimangono le fondazioni costituite da grandi conci di Ceppo disposti in filari regolari. Il Circo, costruito sotto l’imperatore Massimiano in un periodo compreso tra la fine del III e l’inizio del IV secolo, occupava quasi per intero il margine occidentale della città. Viste le grandi dimensioni, oltre 500 metri di lunghezza e circa 80 metri di larghezza, aveva un’estremità presso l’attuale corso Magenta e con l’altra estremità si avvicinava alla porta Ticinese.
Col tempo, il grande edificio scomparì quasi totalmente, ne rimase memoria solo nella toponomastica cittadina con l’intitolazione di una chiesa (S. Maria del Circo), ora scomparsa. “Quantunque non si vedano al presente nemmeno le vestigia del celebre Circo (…) tuttavia ne avanza il nome, fatto comune a questa chiesa parrocchiale (…)” [Lattuada “S.Maria del Circo”, vol. IV].
Una piccola porzione, pertinente all’ampia curva meridionale, è visibile in via Circo (presso il civico numero 9): si tratta di una muratura costituita da ciottoli fluviali equi-dimensionali legati da una malta di calce e sabbia.