I pavimenti

La presenza in questa zona di pavimenti riferiti al Palazzo imperiale consente di aprire un paragrafo relativo a questi elementi architettonici ritrovati diffusamente sia negli edifici pubblici che in quelli privati. I pavimenti in lastre poligonali di pietra disposte secondo differenti schemi e combinazioni geometriche (opus sectile) sono per lo più bicromi (lastre bianche o nere) e ne sono state trovate cospicue tracce alle Terme Erculee, a San Lorenzo, a San Nazaro (sectile modulo grande); al Battistero San Giovanni, a Santa Tecla, a San Giovanni in Conca, al Mausoleo imperiale, in via Amedei. I pavimenti a mosaico per lo più con semplici motivi geometrici (opus tessellatum) sono anch’essi bicromi (tessere bianche o nere) e sono stati rinvenuti alle Terme Erculee, a palazzo Stampa di Soncino, in via Nerino, in piazza Borromeo, in via Olmetto ecc.
E’ interessante descrivere le tecniche costruttive di questi pavimenti così come è stato possibile studiarli in una domus costruita in un’area residenziale e in seguito sostituita da ambienti legati al Palatium. Si tratta degli ambienti scavati in via Gorani 2-4, un’area distrutta dai bombardamenti del 1943 e rimasta sgombra per oltre sessant’anni: in questi ambienti sono da segnalare diversi pavimenti a mosaico con tessere bicrome (I e IV secolo, indicato con a) ed un pavimento scutulato accompagnato da tessere di mosaico (I secolo, indicato con b). La stesura degli strati di fondazione è stata esaminata in dettaglio confrontandola con la stesura descritta da Vitruvio nel De Architectura (libro VII, capitolo I).

1.7_aSpessore totale: circa 18 cm. Caratteristiche, a partire dall’alto: (A) uno strato di tessere cubiche di calcare bianco e di calcare nero (lato 2 cm) sigillate da una malta di calce di “riempimento”; (B) uno strato di allettamento (spessore 0.5 cm) con malta di calce priva di aggregato; (C) uno strato di malta (Nucleus, spessore 4 cm) con frammenti grossolani di laterizio (1-2 cm) in un legante di calce con aggregato di cocciopesto; (D) uno strato di malta (Rudus, spessore 5 cm) con piccoli ciottoli (lunghezza 1-2 cm) in un legante di calce con aggregato di cristalli grossolani di quarzo e clasti di gneiss; (E) uno strato (Statumen) costituito da una fila (spessore 5 cm) di ciottoli (lunghezza 8-10 cm) con rara malta.

1.7_bMosaico inferiore (MIGO10 us 1246), I secolo, spessore totale: circa 10 cm. Caratteristiche, a partire dall’alto: (A) uno strato di tessere cubiche di calcare bianco e di calcare nero (lato 1 cm) sigillate da una malta di calce di “riempimento”; (B) uno strato di allettamento (spessore 0.5 cm) con malta di calce priva di aggregato; (C) uno strato di malta (Nucleus, spessore 3 cm) con legante di calce e aggregato di cocciopesto a grana grossolana; (D) uno strato di malta (Rudus?, spessore 3 cm) con ciottoli e frammenti di laterizio (lunghezza 3-4 cm) in un legante di calce con cocciopesto grossolano; (E) uno strato (Statumen) costituito da una fila (spessore 4 cm) di ciottoli (lunghezza 5-8 cm) con rara malta.


La differenza fra i due pavimenti a mosaico è evidente soprattutto nello spessore totale e nelle tessere: il mosaico superiore, più recente, ha spessore quasi doppio rispetto a quello inferiore, più antico ed il volume delle tessere risulta quadruplicato. Inoltre, il pavimento superiore ha una struttura che concorda con quella riportata da Vitruvio (tre strati di malta ognuno con aggregato di diversa natura): lo Statumen con ciottoli, il Rudus con sabbia quarzosa, il Nucleus con cocciopesto. Il pavimento inferiore, invece, ha una struttura che parzialmente contraddice il testo vitruviano: sopra lo Statumen con ciottoli è presente uno strato di malta con ciottoli e frammenti di laterizio che sostituisce il classico Rudus con sabbia quarzosa.

1.7_cIl pavimento scutulato (fine I – inizi II secolo) presenta lastre di forma regolare (quadrati, triangoli, rettangoli, poligoni) e lastre frammentarie intervallate da listelli e separate da file di tessere cubiche di calcare nero. Nelle lastre sono stati classificati: Africano, Alabastro, Giallo antico, Breccia corallina, Portasanta e marmi bianchi.

Un pavimento simile è stato scavato a Cremona in via Cadolini: anche in questo caso, sono presenti numerose piccole lastre di marmi colorati, separate da una doppia fila di tessere cubiche di colore bianco. I marmi colorati, di cui si tratta per esteso più avanti, ebbero largo impiego in Lombardia, così come in tutte le Province dell’Impero, e furono utilizzati non solo per lastre pavimentali, ma anche per lastre di rivestimento parietale, per elementi architettonici (fusti di colonne, cornici ecc.), per sarcofagi.
Un altro pavimento con lastre di marmi colorati e tessere lapidee bianche o nere è stato scavato in via Morigi ed è visibile al pianterreno del civico numero 2a. Il pavimento è pertinente ad una domus riferita all’inizio del I secolo a.C.