Il Teatro

2.1Il teatro è stato riferito alla fine del I secolo a.C. ed è ricordato (“cuneata teatri”) nel capitolo VII dedicato a Mediolanum dell’ Ordo Urbium Nobilium, scritto da Ausonius, nato a Burdigala (Bordeaux) nel 310, diplomatico, professore di grammatica e di retorica, morto intorno al 393. Del teatro, pur dopo la demolizione, rimase memoria nella toponomastica, come riportato dal Latuada a proposito della chiesa di San Vittore al Teatro: “In quel luogo, ove vedevasi l’antico teatro (…). E perché non si perdesse dopo le demolite antiche fabbriche la memoria ancora del sito (…)” (Latuada “San Vittore al Teatro”, vol. IV).
Si trattava di un edificio a càvea con diametro di circa 95 metri. Numerosi resti furono messi in luce al momento della costruzione (anni 1928-31) del Palazzo della Borsa su progetto dell’arch. Paolo Mezzanotte. Nei sotterranei di questo palazzo sono tuttora visibili parti delle fondazioni composte da conglomerato cementizio con ciottoli decimetrici disposti in strati omogenei e paralleli fra loro. Nel prospiciente edificio curvilineo, ai civici numeri 1 e 5 di via S. Vittore al Teatro, sono conservati alcuni pilastri costituiti da grandi conci di Ceppo del Brembo.
Il palazzo della Borsa è stato costruito con il Travertino, un materiale tipico dell’architettura classica di Roma. A Milano, il travertino sia di provenienza tiburtina (Guidonia) che senese (Rapolano) fu utilizzato solo a partire dagli anni ’30 del XX secolo sia per edifici privati che pubblici e, in particolare, nella Stazione Centrale (arch. U. Stacchini 1912-31).