Il Castello Sforzesco

11.6_1La cerchia medievale prima e quella cinquecentesca poi, avevano il loro punto nodale nel Castello. Questo, divenuto residenza ducale al tempo degli Sforza (XV secolo), fu trasformato in una munitissima cittadella tra il XVI ed il XVII secolo.

11.6_2Al momento della massima importanza militare, il Castello era circondato da baluardi e mezzelune che gli conferivano una forma stellata, come ben si apprezza nell’incisione di Dal Re (n°33), ed era rinforzato da un gigantesco accesso fortificato (la Tenaglia). Persa ogni importanza militare, fu progettata una rielaborazione in stile neoclassico di tutto il complesso (G.A. Antolini, 1801), rimasta però inattuata: il Castello si sarebbe trovato al centro di edifici disposti a cerchio intorno ad esso.

11.6_3L’intervento del Beltrami, collocato tra XIX e XX secolo, trasformò il Castello salvaguardando l’integrità dell’edifico principale, ricostruendo la Torre centrale, detta del Filarete e ormai distrutta da tempo, e quella detta di Bona di Savoia, sistemando i Torrioni angolari e infine demolendo le costruzioni più esterne (la Ghirlanda). I materiali impiegati furono la muratura laterizia con inserimento di elementi lapidei in Ghiandone e Serizzo della val d’Ossola (beccatelli delle merlature), litotipi utilizzati anche in origine, come si osserva nel bugnato dei Torrioni, in cui la presenza del Serizzo è citata anche dallo Scamozzi (Parte seconda, libro settimo, capitolo VIII).

11.6_4I cortili interni sono tre: la piazza d’armi, il cortile ducale e il cortile della Rocchetta. La piazza d’armi è circondata dagli edifici in laterizio con inserti di Serizzo, ricostruiti dal Beltrami.

11.6_5Il cortile ducale è contornato da edifici con muratura intonacata e graffiata, con marcapiani e profili delle aperture in cotto; il portico di fondo presenta cinque arcate su colonne con base e fusto di Serizzo dell’Ossola e con capitello di marmo di Candoglia, mentre i capitelli delle semicolonne laterali così come i peducci sul lato interno, sono di pietra d’Angera. Gli stessi litotipi si ripetono nella parte terminale dell’edificio di sinistra a portico e loggia.

11.6_6Il cortile della Rocchetta, caratterizzato da alte pareti intonacate e graffiate sottolineate da marcapiani e contorni delle aperture in cotto, contiene un portico su tre lati retto da colonne con base e fusto di Serizzo dell’Ossola e con capitelli di marmo. Sulle pareti interne del portico, rivestite da intonaco, sono visibili i peducci realizzati con pietra di Angera. Si segnalano, infine, alcune particolarità dovute a trasformazioni successive: sei fusti, e le rispettive basi, del lato di fronte all’ingresso dalla piazza d’Armi sono di granito bianco di Montorfano; i capitelli del lato d’ingresso dal Cortile ducale sono di pietra di Viggiù.