Gli archi di Porta Nuova

11.1Lo sbocco di via Manzoni in piazza Cavour è presidiato dagli Archi di Porta Nuova: si tratta di un manufatto pesantemente riadattato nel corso dei restauri degli ultimi due secoli. Nell’incisione di Dal Re (n° 83) sono indicati come “Portoni di Porta Nuova” e compaiono sovrastati dalla chiesa di San Bartolomeo. Gli Archi constano attualmente di due fornici con torri laterali con una muratura di conci lapidei, alcuni ragguardevoli per dimensioni e cubatura, per lo più provenienti da costruzioni di epoca romana. Si distinguono: Ghiandone e Serizzo della Val Màsino, Ceppo sia nella varietà grossolana (Ceppo rustico) sia in quella fine (Ceppo gentile), pietra di Angera, gneiss e beole della Val d’Ossola, marmo di Musso nelle ghiere degli archi. Meno diffusi sono i conci di pietra di Aurisina e pietra di Verona, di arenaria Molera delle Prealpi e di trachite degli Euganei, utilizzata per la chiave di volta nell’arco destro del fronte su via Manzoni. Il riuso è documentato dalla presenza di iscrizioni (cippi, stele e altari), di bordi raffilati, di incavi regolari sulle superfici.
Nel paramento furono inserite, nell’Ottocento, alcune stele funerarie romane in marmo e in pietra di Vicenza, asportate nel 1990, sostituite dai rispettivi calchi e conservate nel Civico Museo Archeologico. E’ invece rimasto in loco, sul fronte verso la piazza Cavour, il tabernacolo votivo trecentesco che ospita la statua della Vergine con il Bambino e le statue di tre Santi, tutte in marmo di Candoglia così come la cornice che le racchiude.