La chiesa di Santa Maria di Brera e la chiesa di San Carpoforo

8.2La prima scomparve quando il contiguo palazzo di Brera fu ampliato alla fine del Settecento e fu trasformata in aula dell’Accademia di Belle Arti. La facciata gotica (XIV secolo) era caratterizzata da bande orizzontali di pietra bianca e pietra nera, con bifore e trifore e con un portale a sguanci sormontato da una ghimberga triangolare. Alcuni frammenti riferiti al portale principale, tra cui una base con fusti tortili e un capitello, sono conservati al Castello Sforzesco (Inventario n° 855, 833, 852 ecc. – foto sopra). Il materiale lapideo impiegato è classificabile come marmo bianco a grana fine proveniente, probabilmente, dalle Alpi Apuane.
Nei pressi del palazzo di Brera si trova anche la chiesa di San Carpoforo che, fondata prima del Mille e trasformata in epoca barocca, presenta una muratura laterizia nell’abside (visibile da via Brera) ed una facciata grezza di laterizio. La chiesa, ora sconsacrata, è già stata citata a proposito di quattro colonne di Porfido rosso antico (vedi paragrafo 7.1); secondo il Latuada: “È antica tradizione, che nel luogo in cui al presente ritrovasi questa chiesa, v’avesse nei tempi dei Gentili un Tempio, dedicato alla dea Vesta, e fino ai nostri giorni si conservano riposte in un angolo dal lato delle Epistole quali memorie del medesimo quattro grosse colonne di Porfido che sostenevano altre volte una Tribuna” (“San Carpoforo”, tomo V).