La chiesa di San Dionigi

La chiesa, ubicata nella zona di porta Venezia al confine degli attuali Giardini Pubblici, fu probabilmente costruita su disposizione di Ambrogio. Alla metà del XVI secolo, l’edificazione del baluardo omonimo della nuova cerchia muraria comportò un primo parziale abbattimento della chiesa. In seguito, anche il campanile, associato dal Piermarini ad un nuovo edificio, fu abbattuto insieme con quest’ultimo nel 1783.

Nella chiesa era conservato un labrum romano ricavato da un unico blocco di Porfido rosso antico proveniente dalle Terme Erculee e poi riutilizzato, dopo l’aggiunta di un coperchio e di piedi metallici, come fonte battesimale per il Battistero del Duomo (vedi paragrafo 3.4). Il Latuada lo descrive come: “un gran vaso tutto intiero di Porfido, posto sopra certi gradi, il quale servì di deposito alla sacre spoglie di San Dionigi nostro arcivescovo (…) poi fu impiegato a conservare l’Acqua Battesimale, ponendolo fra quattro colonne di marmo liscio” (“Del Duomo”, tomo I).

Un altro reperto di grande rilevanza, ora conservato presso il Museo archeologico milanese, è il sepolcro di Gaio Valerio Petroniano: si tratta di un sarcofago di tipo cisalpino cosiddetto a tabernacolo, per la presenza, su un lato lungo, di un’edicola centrale timpanata. Il materiale impiegato è un monolito di marmo Proconnesio.