La chiesa del Carmine

8.1_1La chiesa, caratterizzata da un’alta abside poligonale, fu edificata a partire dalla metà del XV secolo e consta di una semplice muratura laterizia con elementi in cotto a sottolineare le aperture del fianco e del transetto destro.

8.1_2La facciata fu costruita solo nel 1880 su progetto del Maciachini: si tratta di una struttura in laterizio con rosone e decorazioni in cotto; il materiale lapideo è stato utilizzato nello zoccolo (granito di Montorfano), nelle basi delle lesene (pietra di Botticino), nei portali (Arenaria della Brianza in quello centrale e pietra di Angera in quelli laterali).
Nell’interno, rimaneggiato dal Pestagalli nel 1826-39, i dodici grandi pilastri cilindrici sono costruiti, in modo alterno, in laterizio ed in pietra (pietra d’Angera, Serizzo, Ghiandone, Ceppo). Le basi quadrangolari sono di Serizzo della val d’Ossola, mentre i capitelli parcamente decorati sono di pietra d’Angera.
La grande cappella del Carmine, costruita fra Seicento e Settecento a destra del presbiterio, comporta l’impiego di diversi marmi colorati di provenienza lombarda: l’Arabescato orobico nella balaustra, la Macchiavecchia nel rivestimento delle pareti, il Nero venato di Varenna negli scalini e l’Occhiadino nei quattro fusti tortili. Questi marmi, con l’aggiunta di alcuni altri, costituiscono un’associazione di materiali che contraddistingue gli altari Barocchi e Rococò di tutta la Lombardia; la loro lavorazione mostra una perizia che nulla ha da invidiare agli esempi fiorentini dell’Opificio delle Pietre Dure.
Il portico del contiguo chiostro ha fusti di graniti dei Laghi (bianco di Montorfano e rosa di Baveno), basi di Grigio del Boden, capitelli di pietra di Viggiù ed uno stilobate rivestito di lastre di Beola.