Il convento di San Simpliciano

8.6_1Il Convento, che ospitò monaci benedettini fino alla fine del Settecento ed ora è sede della Facoltà Teologica, consta di tre chiostri costruiti in epoche diverse e sottoposti a pesanti rimaneggiamenti poiché ospitarono acquartieramenti militari: uno quattrocentesco prospiciente il transetto meridionale, uno cinquecentesco ad oriente del precedente ed un terzo, a nord, costruito solo su due lati. I primi due sono di pertinenza della Facoltà Teologica Internazionale, nel terzo ha sede l’Oratorio.

8.6_2Il chiostro quattrocentesco, più piccolo, consta di un portico con colonne realizzate in Serizzo in tutti e tre gli elementi, permangono tuttavia alcuni capitelli, forse quelli originali, in pietra d’Angera. Il colonnato poggia su uno stilobate di muratura ricoperto da lastre di Beola, lo stesso materiale della pavimentazione.
Il chiostro cinquecentesco, più grande, è circondato da un portico con arcate in Ceppo rette da colonne binate realizzate, in tutti i loro elementi, con granito di Montorfano. In alcuni casi sono presenti basi e capitelli di Grigio del Boden, così come alcuni dei pulvini su cui poggiano gli archi: è quindi probabile che originariamente tutte le basi, i capitelli e i pulvini fossero realizzati con questo materiale e siano poi stati gradualmente sostituiti con il più resistente granito. Il colonnato poggia su uno stilobate in muratura ricoperto da lastre di Beola, pietra usata anche nella pavimentazione.
In questo caso si ripropone la già osservata differenza del materiale lapideo utilizzato per la preparazione dei fusti delle colonne: nel chiostro del Quattrocento i fusti sono di Serizzo dell’Ossola, nel chiostro dei Cinquecento i fusti sono di granito di Montorfano.
Il collegamento interno fra i due chiostri è garantito da uno scalone monumentale realizzato dal Ricchino utilizzando una balaustra di pietra Molera e scalini di granito di Baveno. Lo scalone è accompagnato da tre archi sostenuti da due colonne e da due semicolonne, tutte realizzate con granito di Baveno; gli archi si ripetono poi al piano superiore.