L’Ospedale Maggiore Ca’ Granda (Università degli Studi)

9.5_1Il nome deriva dalle gigantesche dimensioni dell’edificio che si affacciava sul Naviglio, quasi 300 metri di lunghezza: l’edificio nasce come sede dell’Ospedale milanese, fondato nel 1456 e ospitato fino alla Seconda Guerra Mondiale, trasferito dal 1935 nell’attuale sede di Niguarda. Dopo il lungo recupero seguìto alle distruzioni belliche, fu trasformato nel 1958 in sede dell’Università degli Studi di Milano. Il progetto del Filarete, con due corpi di fabbrica divisi da un grande cortile, fu attuato in tempi lunghi, contando su lasciti, donazioni e finanziamento popolare. L’incisione di Dal Re (n°34) mostra la facciata settecentesca già del tutto simile a quella attuale.
Attualmente, si possono distinguere tre parti ben differenziate: a destra la Crociera del Quattrocento con quattro cortili; al centro il cortile del Seicento su progetto del Ricchino con la chiesa dell’Annunciata; a sinistra l’ala tardo-settecentesca con altri quattro cortili ora parzialmente obliterati. Per meglio comprendere la difficoltà della ricostruzione degli anni ’40 e ’50, effettuato dagli architetti Grassi e Nichelli, è necessario ricordare che intere parti dell’edificio, sul lato del Naviglio, furono rase al suolo durante le incursioni aeree dell’agosto 1943. I materiali impiegati sono molto vari e testimoniano la diversa “fortuna” dei singoli materiali nel corso del tempo.

9.5_2Nella Crociera, la muratura laterizia è accompagnata dal cotto nei contorni delle aperture e dalla pietra d’Angera nelle cornici, mentre le colonne del loggiato hanno fusti, basi e capitelli di Serizzo dell’Ossola.
Nella parte seicentesca, la facciata laterizia comprende bifore con profili in cotto ed è accompagnata da granito bianco di Montorfano nello zoccolo, nelle colonne e nelle paraste. La pietra d’Angera è presente nelle colonnine delle bifore, nei tondi scolpiti tra le bifore e nel cornicione. Il grande portale che funge da ingresso al cortile presenta ancora il granito di Montorfano nello zoccolo e nei fusti delle colonne; la pietra d’Angera nei capitelli delle colonne, nella trabeazione e nel timpano; il grigio del Boden nelle basi delle colonne.

9.5_3Nel cortile a portico e loggia sui quattro lati, i materiali utilizzati sono il granito rosa di Baveno (talvolta sostituito dal granito bianco), il Grigio del Boden e la pietra di Viggiù, rispettivanebte per i fusti, le basi, i capitelli; la pietra d’Angera è stata utilizzata ancora per i medaglioni figurati tra gli archi e per l’intradosso degli stessi. L’incisione di Dal Re (n°65) mostra il cortile con aspetto già del tutto simile a quello attuale. Nella chiesa dell’Annunciata si ripete l’accostamento dei tre materiali (Grigio del Boden, granito di Baveno, pietra di Viggiù) sempre con il medesimo impiego. Il grande portale, sul lato un tempo prospiciente il Naviglio, è stato costruito nel tardo Seicento utilizzando conci di Ceppo del Brembo.

9.5_4Nell’ala tardo-settecentesca prevale la muratura intonacata, accompagnata da uno zoccolo di granito di Baveno e da trabeazioni di pietra d’Angera. Il granito di Baveno delimita le finestre e spicca nelle paraste binate dei due avancorpi estremi e nei fusti della grande serliana che sovrasta l’ingresso.