La chiesa di Santo Stefano Maggiore

9.7La chiesa fu fondata nel V secolo, distrutta da un incendio nel XI secolo e infine ricostruita nel Cinquecento su indicazioni del card. Carlo Borromeo. La facciata, ben ritratta nell’incisione di Dal Re (n°5), risale all’inizio del Seicento e presenta paraste intonacate con basi di pietra di Viggiù, membrature di Ceppo del Brembo e sfondati intonacati; di muratura intonacata sono anche le lesene del secondo ordine. Le volute che ornano la parte superiore, così come gli obelischi laterali, sono anch’essi realizzati con blocchi di Ceppo. Del portico che precedeva la chiesa rimane solo un pilastro, di fronte al campanile con blocchi di Serizzo dell’Ossola, Ghiandone, Ceppo. Il campanile fu costruito nel Seicento, in sostituzione di un altro precedentemente crollato, utilizzando il Ceppo nelle membrature, il laterizio negli sfondati; il rivestimento della parte basale con pietra artificiale è da attribuirsi ad interventi successivi.
L’interno presenta la sistemazione voluta da G. Besia alla fine dell’Ottocento: i pilastri rivestiti di intonaco poggiano su basi di pietra di Viggiù. Nella cappella Trivulzio, eretta a destra del presbiterio dall’architetto G. Meda negli ultimi anni del Cinquecento, spiccano quattro colonne con fusto di granito di Baveno e capitelli marmorei.