La basilica di San Nazaro Maggiore

9.2_1A circa metà della via Porticata, in un’area cimiteriale pagano-cristiana, fu costruita la basilica Apostolorum, sempre per impulso del vescovo Ambrogio. Dell’originale costruzione, iniziata nel 382 e consacrata nel 386, non è rimasto nulla in quanto, come già scritto a proposito di altre edifici milanesi, la basilica attuale è il risultato di ricostruzioni (XI secolo), di ripristini dopo crolli (1571), di rifacimenti neoclassici (1830) e di imponenti restauri durati dal 1946 al 1963 a cura di mons. Villa. La pianta a croce greca misura circa 56 per 45 metri, la larghezza dei singoli bracci è di 14,2 metri per un’altezza di oltre 13 metri. La costruzione attualmente visibile comporta murature in laterizio con intercalati piccoli conci di pietra d’Angera, la parte inferiore delle murature è caratterizzata da grandi conci riutilizzati di Ghiandone, di Serizzo e di Ceppo, quest’ultimo presente anche nelle fondazioni dell’abside della navata, visibili dal giardino esterno.

9.2_2I pilastri interni, costruiti con Ghiandone, Serizzo e Ceppo, sono affiancati da colonne, cui fanno capo i costoloni delle volte, con fusti a rocchi sovrapposti di Ceppo, Granito e Botticino. La presenza di questi litotipi è un chiaro indizio di come i rocchi siano stati inseriti nel corso di restauri successivi.
Nel sotterraneo, accessibile dal braccio destro, sono in evidenza murature paleo-cristiane con laterizi e ciottoli fluviali di forma discoidale (gneiss o calcari sottilmente stratificati), disposti “a spina di pesce” [foto sotto a sinistra]).

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Nella cappella Tondani, la prima del braccio destro, sono visibili frammenti di pavimento in opus sectile [foto a destra] costituito da calcare nero in esagoni (lato cm 15), triangoli equilateri (lato cm 15), triangoli rettangoli (lati cm 20-14-14), quadrati (lato cm14), rettangoli (lati da cm 4-5 a cm 20-26) e da calcare bianco in triangoli equilateri (lato cm 15) e triangoli rettangoli (lati cm 20-14-14).