La chiesa di San Vincenzo in Prato

7.15_1La chiesa, fondata nel IX secolo su impianto precedente, ha subito numerose vicissitudini, tra cui la trasformazione in stabilimento chimico (1810). Le manomissioni subite portarono ad un drastico intervento di restauro negli anni 1881-89, durante il quale furono ricostruite le absidi minori, la parte superiore della facciata e il campanile. La facciata odierna è una cortina laterizia uniforme con tre portali che presentano una semplice sovrapposizione di conci di Ghiandone (portale centrale) e di Ceppo (portali laterali), con architravi sempre di Ghiandone.
Nell’interno, le tre navate sono divise da due file di colonne con fusti di Ghiandone, Serizzo e granito egiziano, spesso ottenuti con la combinazione di due elementi distinti; i capitelli, provenienti da edifici romani, potrebbero essere di marmo bianco, così come le basi. Il deposito che ricopre le superfici lapidee rende difficile distinguere i materiali romani riutilizzati, dai materiali medievali e da quelli inseriti nel corso dell’intervento ottocentesco.

7.15_2Si segnalano tuttavia i due frammenti di fusto riutilizzati come acquasantiera (Breccia di Settebasi e Granito violetto) ed il fusto, con parte inferiore di Pavonazzetto, addossato alla parete sinistra presso l’ingresso.
Nella cripta, le colonne che la dividono in tre navatelle hanno fusti di Ghiandone e capitelli di riuso.