Il monastero domenicano di Santa Maria delle Grazie

Il monastero, edificato contemporaneamente alla chiesa, consta di un chiostro quadrato (1498-99) nel quale si apre la coeva Sacrestia vecchia, di un chiostro più grande, ricostruito dopo la distruzione causata dal bombardamento del 1943, e di un refettorio, coevo con la costruzione della chiesa del Solari. Una delle pareti del refettorio conserva “L’Ultima cena”, dipinta da Leonardo da Vinci negli anni 1495-97. Dopo la soppressione del monastero, tutto il complesso fu trasformato in caserma e tale rimase fino al primo decennio del XX secolo.

7.14Il chiostro quadrato si sviluppa su venti colonne di pietra di Saltrio, un calcare del Varesotto disponibile in due varietà: una di colore nocciola, l’altra di colore grigio scuro. Nel chiostro, i fusti scuri sono associati a basi e capitelli chiari e viceversa: si tratta di una particolarità costruttiva ormai difficilmente leggibile. Il portale di accesso da via Caradosso è stato realizzato in pietra d’Angera mentre la Sacrestia ha un portale di Macchiavecchia, qui eccezionalmente usata in esterno.
Il refettorio presenta un’uniforme cortina muraria in laterizio.