Il monastero di Sant’Ambrogio (Università  Cattolica)

7.5_1I due chiostri appartenenti al Monastero furono trasformati, al momento della soppressione, in Ospedale Militare e poi, negli anni 1929-31, in sede dell’Università Cattolica. Si sviluppano alla destra della chiesa e si distinguono in base all’ordine usato per le colonne: il cortile dorico (XVI secolo) e il cortile ionico (XVII secolo).
Nel cortile dorico, il Granito bianco di Montorfano è presente nella maggioranza di fusti, basi, capitelli e pulvini (gli elementi interposti fra capitello e imposta dell’arco); il Grigio del Boden è presente solo in alcuni fusti, pesantemente cerchiati per evitarne il collasso.
Nel cortile ionico, il Granito bianco di Montorfano e il granito rosa di Baveno costituiscono la maggioranza delle colonne; il Grigio del Boden è ancora presente in alcuni fusti.
La data di costruzione ed i materiali impiegati pongono alcune domande interessanti. I chiostri costituirebbero uno dei primi esempi di impiego a Milano dei graniti del Lago Maggiore, tuttavia la presenza di alcuni fusti di Grigio del Boden lascia supporre un impiego generalizzato di questo litotipi, poi sostituito gradualmente con il granito per ovviare ai danni provocati dalle fenditure che si formano nel Grigio del Boden. Si tratta, infatti di un litotipo che, per l’accentuata scistosità, tende a dividersi con fessure longitudinali, recando grave nocumento alla stabilità del costruito. A favore dell’ipotesi di un restauro successivo è anche la presenza di basi in granito bianco di Montorfano, un litotipo generalmente poco utilizzato in tali elementi architettonici.
L’architetto G. Muzio, per la trasformazione del monastero a sede dell’Università Cattolica, costruì gli edifici che ora si affacciano su largo Gemelli e su via Necchi. Utilizzò il “clinker” per la cortina muraria e il granito di Baveno per il rivestimento, le membrature e la nicchia dell’accesso monumentale e per le quattro colonne che affiancano il portale. L’antico accesso al monastero, con un portico retto da due colonne, insieme con un edificio che lo congiunge alla basilica, sono visibili nell’incisione di Dal Re (n° 45).

7.5_2La caserma dei Veliti, il grande edificio che fronteggia l’abside della basilica e l’accesso all’Università Cattolica, costruita su progetto di G. Rossi dal 1807 al 1843, è ora sede della caserma Garibaldi della Polizia di Stato. Per la sua edificazione, fu demolita la chiesa di S. Francesco Grande. Questa chiesa, la cui lunghezza era inferiore solo a quella del Duomo, fu costruita a partire dal XII secolo sull’area della chiesa paleocristiana dei SS. Naborre e Felice.