Il chiostro della Canonica

7.3Il chiostro, che affianca la navata sinistra, fu completamente rinnovato dopo le distruzioni causate ai bombardamenti del 1943. Il portico della Canonica, ossia il lato addossato alla basilica, di origine bramantesca è stato ricomposto da F. Reggiori. I fusti originali ovvero quelli che imitano un tronco con i rami tagliati, sono di Serizzo della Val d’Ossola, impiegato anche nei nuovi fusti messi in opera durante il restauro. Le basi originali sono di Grigio del Boden, quelle di restauro sono in granito rosa di Baveno. I capitelli sono in pietra d’Oira; il fregio in marmo bianco apuano è probabilmente originale e la presenza di Grigio del Boden è da attribuire al restauro. La cornice superiore è ancora in Serizzo e, anche in questo caso, è difficile distinguere originale e restauro. Per quanto riguarda il grande arco che suddivide il portico in due settori, si nota una prevalenza di elementi di marmo bianco venato di provenienza apuana (dado, base, fusto) con pietra d’Angera nei capitelli. La trabeazione comprende invece la pietra d’Angera per architrave e cornice e la pietra di Vicenza per il fregio. Il lato nord-orientale [foto a destra] è stato ricostruito, sempre ad opera del Reggiori, con pilastri di cemento armato rivestiti da lastre quadrate di gneiss. Completamente distrutti furono anche gli edifici che, dai primi del Novecento, avevano gradualmente sostituito l’originario complesso di tre cortili che includeva anche l’oratorio di S. Sigismondo.