La cappella Portinari

10.9La cappella, edificata nel 1462-66 in prossimità dell’abside di Sant’Eustorgio e restaurata negli anni 1989-98, è stata costruita in muratura di laterizi, il tiburio comprende anche superfici intonacate e membrature in cotto con capitelli di pietra d’Angera. Anche le quattro edicole che circondano il tiburio presentano elementi in laterizio e cotto con pietra d’Angera per i capitelli. All’interno, il cotto è presente nelle membrature (cornici, marcapiani ecc.) e nella processione di angeli colorati della fascia del tamburo; le superfici intonacate sono rivestite dai dipinti del Foppa riguardanti le storie di San Pietro Martire (terminati nel 1468). Il corpo del santo riposa nell’arca scolpita in marmo bianco apuano opera di Giovanni di Balduccio (1336-39): è sorretta da otto piastri di Rosso Ammonitico affiancati da otto statue a tutto tondo raffiguranti le Virtù. L’arca fu qui trasferita dalla navata sinistra in cui si trovava nella prima metà del Settecento.
Sul fianco della basilica si sviluppano i due chiostri del convento, ora sede del Museo Diocesano: entrambi furono gravemente danneggiati dai bombardamenti aerei del 1943.
Il Chiostro meridionale, accanto alla chiesa, fu costruito nel XVII secolo utilizzando il Granito di Baveno per i fusti, il Grigio del Boden per le basi e i capitelli delle colonne di ordine tuscanico, il Ceppo per i plinti e l’intonaco per il rivestimento. Il Chiostro settentrionale fu realizzato anch’esso nel XVII secolo utilizzando il Granito di Baveno per i fusti binati e gli architravi, il Grigio del Boden ed il Granito bianco di Montorfano per le basi, il Grigio del Boden per i capitelli, il Ceppo per i plinti e l’intonaco per il rivestimento.